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Fisioterapia specializzata dei tessuti

Gestione dei tessuti

Fisioterapia specializzata dei tessuti

  • Cicatrici

  • Linfostasi e linfedema

  • Diastasi dei muscoli retti dell’addome

Benché interessino tessuti molto diversi tra loro, queste disfunzioni si presentano come delle condizioni particolari che hanno bisogno di trattamenti specifici e specializzati.



Trattamento delle Cicatrici: Oltre l’Estetica, un Recupero Funzionale

Parliamo di un argomento che lascia il segno, letteralmente: le cicatrici!

Quasi tutti ne abbiamo, ma di solito non sappiamo riconoscere quelle che possono alterare la nostra postura, e che quindi devono essere trattate.

Il processo di riparazione della pelle dovrebbe ripristinare il più in fretta possibile la continuità della nostra protezione naturale. Se al contrario una cicatrice prude, tira, o è gonfia, probabilmente c’è bisogno di facilitarne l’evoluzione.

Cosa sono le cicatrici

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo, ha funzioni di protezione, regolazione termica e dolorifica, relazione con gli altri, percezione di sé e del mondo, scambio chimico, sensibilità .

Immaginiamo un tessuto fatto a strati, che scorrono l’uno sull’altro garantendo il passaggio di sangue e nutrienti. Sugli strati più esterni ci sono tanti importanti organi: recettori di pressione, temperatura, posizione.

Quando la pelle subisce una lesione, questi preziosissimi strati si scompaginano, e il corpo si mette subito al lavoro per riparare il danno.

La cicatrice è il risultato del lavoro di riparazione, da cui risulterà un tessuto con caratteristiche un po’ diverse dall’originale. A seconda della profondità ed estensione della lesione, e della salute del corpo, avremo infatti tipi diversi di cicatrici:

  • Piane: sono allo stesso livello della pelle circostante, ben riparate e di colore uniforme.

  • Ipotrofiche: sottili, spesso secche, un po’ scavate rispetto alla pelle circostante. Le smagliature fanno parte di questa categoria.

  • Ipertrofiche: rosse, leggermente in rilievo rispetto alla pelle circostante. Possono dare prurito.

  • Cheloidee: sono esuberanti e molto in rilievo, la pelle è tirata e di colore diverso. Non si trattano se non chirurgicamente.

  • Aderenti: sono quelle cui serve la fisioterapia. Gli strati della pelle non riescono più a scorrere l’uno sull’altro, e creano limitazioni funzionali o articolari.

  • Miste: la maggioranza delle cicatrici presenta caratteristiche miste, e una buona valutazione può aiutare a capire se c’è bisogno di trattamento oppure no.

A cosa serve la fisioterapia?

Non tutte le cicatrici hanno bisogno di trattamento, ma se vogliamo impostare una buona riparazione o migliorare delle condizioni non efficaci, tramite la fisioterapia possiamo:

  • Migliorare la mobilità dei tessuti: Attraverso tecniche di massaggio specifiche, mobilizzazioni cutanee e stretching delicato, si lavora per sciogliere le aderenze tra la cicatrice e i piani sottostanti, ripristinando la normale mobilità degli strati dermici

  • Ridurre il dolore e la sensibilità: Tecniche di desensibilizzazione e l’apprendimento dell’ automassaggio possono aiutare a ridurre l’ipersensibilità e il dolore associato alla cicatrice

  • Migliorare l’aspetto estetico: Sebbene la fisioterapia non possa eliminare completamente una cicatrice, può contribuire a renderla più piatta, meno rilevata e con un colorito più uniforme

  • Prevenire complicanze: Un trattamento precoce può prevenire la formazione di cicatrici patologiche e le conseguenti limitazioni funzionali

Soprattutto quando le cicatrici tirano, o sono molto profonde, è necessario farle valutare da un operatore specializzato. Questo è doppiamente importante nei bambini, in quanto una retrazione cutanea può agire sulla crescita alterando la postura.



Linfodrenaggio Manuale: riavviare il sistema linfatico

Di cosa si tratta:

La circolazione linfatica è il sistema più sottovalutato e incompreso del nostro corpo. Invece, essendo fondamentale per il drenaggio dei liquidi interstiziali, per il trasporto dei grassi e degli ormoni, e per la risposta immunitaria, dovrebbe essere un protagonista acclamato e coccolato nella nostra manutenzione corporea.

Quando la circolazione della linfa è compromessa, ad esempio a causa di interventi chirurgici, traumi, infezioni o condizioni congenite, può verificarsi un accumulo di liquidi, detto linfedema, che è il sintomo di un rallentamento del sistema linfatico. Può essere utile e talvolta necessario favorire il naturale scorrimento della linfa.

Il linfodrenaggio manuale (LDM) è una tecnica di massaggio terapeutico delicata e specifica che mira a:

  • Stimolare la circolazione linfatica: Attraverso movimenti lenti, ritmici e superficiali, si favorisce il drenaggio dei liquidi in eccesso.

  • Ridurre il gonfiore e la pesantezza: Alleviando i sintomi associati al linfedema.

  • Migliorare la mobilità: La riduzione del gonfiore facilita il movimento dell’arto interessato.

  • Supportare il sistema immunitario: Facilitando il trasporto delle cellule immunitarie.

  • Alleviare il dolore: In alcuni casi, il LDM può contribuire a ridurre la sensazione di dolore o tensione.

Il LDM è particolarmente indicato in caso di:

  • Linfedema secondario: Post-mastectomia, dopo una chirurgia, in seguito a radioterapia, dopo un trauma e per tutte le situazioni nelle quali c’è un gonfiore in conseguenza ad un danno esterno.

  • Insufficienza venosa cronica: per distribuire il carico circolatorio degli arti inferiori

  • Edema sportivo e gravidico: durante una gravidanza o a seguito di uno sforzo fisico prolungato può capitare che il sistema linfatico non riesca a soddisfare le aumentate esigenze di drenaggio, e sia necessario favorirne la circolazione

Le tecniche più famose di LDM sono Vodder e Leduc, dai nomi dei creatori, anche se ad oggi si predilige un approccio integrato più multidisciplinare e personalizzato.

È fondamentale che il LDM sia eseguito da fisioterapisti specializzati con una formazione specifica e aggiornata.



Esercizi per la Diastasi dei Retti Addominali

La diastasi dei retti addominali è la separazione dei muscoli retti dell’addome lungo la linea mediana (linea alba). È una condizione comune e fisiologica durante e dopo la gravidanza, e dovrebbe recedere naturalmente nel giro di qualche settimana. Se perdura, o peggiora, è invece necessario valutarne l’entità. Può verificarsi anche in uomini e bambini a causa di sforzi eccessivi o chirurgia addominale.

Cos’è il Core:

La parola inglese core sta ad indicare il centro del nostro corpo: quella regione che ha come “tetto” il diaframma, come “pareti” i muscoli addominali e della colonna, e come “pavimento” la regione del bacino, i cui muscoli si chiamano appunto pavimento pelvico.

La diastasi può causare:

  • Debolezza del core: difficoltà nello stabilizzare il tronco e nel sostenere la colonna vertebrale

  • Dolore lombare: A causa della ridotta stabilità del core

  • Gonfiore addominale: protrusione dell’addome.

  • Difficoltà nello svolgimento di alcune attività: come sollevare pesi o fare sforzi.

  • Insorgenza o peggioramento di ernie ombelicali o inguinali: a causa dell’aumento non gestito della pressione addominale

La fisioterapia svolge un ruolo cruciale nel trattamento della diastasi attraverso un programma di esercizi specifici e progressivi che mirano a:

  • Armonizzare i muscoli del Core: La sinergia muscolare è il primo passo per risolvere i disturbi derivanti dalla diastasi.

  • Migliorare la consapevolezza e il controllo dei muscoli addominali: imparare a respirare e a gestire le pressioni addominali soprattutto grazie al trasverso dell’addome, gli obliqui e ai muscoli del pavimento pelvico, che lavorano sinergicamente per stabilizzare l’addome.

  • Ridurre la separazione dei retti addominali: con una corretta esecuzione dei movimenti.

  • Prevenire un ulteriore peggioramento: imparando la progressione di attivazione dell’addome, e la respirazione adatta al contesto

  • Recuperare la funzionalità: imparando a svolgere le attività quotidiane e sportive in sicurezza.

Gli esercizi per la diastasi sono a basso impatto e si concentrano sull’attivazione dei muscoli profondi senza creare un’eccessiva pressione sulla linea alba.

L’attivazione del retto dell’addome, infatti, non è proibita, ma deve essere recuperata gradualmente e con cognizione di causa.

Nessuno conosce il tuo corpo meglio di te

Quello che ti serve è solo un traduttore tra ciò che lui vuole dirti e ciò che tu vuoi fare.